La timeline delle case in Italia

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abitare
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Dagli anni ’50 ad oggi, il concetto di “abitare” è andato via via mutando come conseguenza della naturale evoluzione dell’individuo, della società in cui esso vive, dei nuovi modelli di urbanizzazione, del progredire della tecnologia e, non ultimo, dei nuovi concetti che oggi sono parte integrante del nostro quotidiano, come per esempio quelli di risparmio energetico e di eco-sostenibilità. In questo contesto, gli spazi si riducono, così come i budget.

Alla luce di quanto detto sopra, è illuminante l’infografica che vi proponiamo di seguito, realizzata da Man Casa, azienda specializzata proprio nella vendita di arredamento, mobili salvaspazio e camerette per ragazzi.

Evoluzione del concetto di abitare dagli anni ’50 ad oggi

Nei poco meno di 70 anni che ci separano dal secondo Dopoguerra, come già detto, il concetto di abitare ha fatto davvero molta strada. Dagli anni ’50 fino al finire degli anni ’80, la casa era intesa come traguardo “sociale”, spazio privato dove, in qualche modo, potersi affermare nel pubblico.

Un vero e proprio status symbol, insomma, attraverso il quale affermarsi socialmente e dare chiara indicazione della propria appartenenza ad una preciso ceto. Ed ecco allora che emergono i concetti, oramai largamente dimenticati e caduti in disuso, di “salotto buono” di stanza “degli ospiti”, che indicano chiaramente il ruolo sociologico dell’abitazione intesa come luogo dove poter mostrare e dimostrare un vero e proprio dato economico, talvolta anche a scapito dei parametri di indole estetica.

Dal benessere ostentato al benessere vissuto: la casa contemporanea

Con l’arrivo degli anni Settanta e Ottanta, le nuove generazioni mettono in discussione la visione tradizionale della casa come luogo di affermazione sociale e di ostentazione del benessere, e danno vita ad un nuovo modello dove il benessere va, in primis, vissuto e goduto.

All’evoluzione delle nuove generazioni si va via via affiancando, tuttavia, una involuzione del tessuto economico, con l’avvento di una crisi che porta ad una progressiva riduzione dei budget a disposizione per l’acquisto di spazi abitativi dalle metrature interessanti. E’ chiaro dunque che la conseguenza naturale di questo duplice percorso di evoluzione antropologica e di involuzione economica è un radicale cambiamento del concetto stesso di abitare.

Le metrature si riducono, le pareti divisorie scompaiono

Dal finire del Novecento ad oggi, dunque, gli spazi abitativi, siano essi inseriti in un contesto urbano oppure in contesti residenziali di più ampio respiro, si riducono. Le metrature calano drasticamente, ma l’uomo rivendica sempre di più il suo diritto e la sua voglia di vivere la casa.

Il salotto buono oramai è un ricordo lontano, e lascia il posto ad una grande sala al centro della quale campeggia, come grande protagonista, il televisore. Le pareti divisorie spesso scompaiono, cucina e zona soggiorno spesso si fondono e diventano un tutt’uno.

Anche la cucina, in questo contesto, rivendica un ruolo da protagonista, diventando il fulcro della casa, proprio come lo era molti decenni fa: essa diviene il luogo per eccellenza della convivialità e della socialità. I tempi in cui si sentiva l’esigenza di “mostrare” agli ospiti una dimora impeccabile e di nascondere, per esempio, una cucina in disordine, sono ormai lontani. Al contrario, cucinare per e con gli amici diventa quanto mai alla moda e divertente.

Mobili salvaspazio per una gestione intelligente degli spazi

Gli spazi, seppur piccoli, oggi sono gestiti con grande intelligenza: le sedute, apparentemente inesistenti, si moltiplicano e “sbucano” da vani del tutto inaspettati come per magia. Analogamente, nel caso di arrivo di ospiti a casa, un letto non manca mai, anche in assenza di una camera per gli ospiti, oggi ritenuta tutto sommato superflua. Divani letti, letti a scomparsa, letti estraibili: le soluzioni non mancano mai. L’uomo contemporaneo, insomma, complice il lavoro di aziende specializzate nella realizzazione di mobili salvaspazio, diventa abile nella gestione e soprattutto nell’ottimizzazione di spazi ridotti. Preferisce un secondo bagno, pratico e luminoso, ad uno studio o ad una stanza in più, forse meno sfruttabile. Sfrutta ogni angolo di casa per dar vita ad intelligenti cabine armadio o scaffalature capaci di ottimizzare lo spazio con stile. Impara, insomma, a godere della sua abitazione, seppur di piccole dimensioni, in modo sereno ed intelligente, sapendo di poterla riempire di amici e di vita in qualunque momento.

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