La casa sulla cascata: la sua nascita e la sua storia

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La casa sulla cascata (o Casa Kaufman dal nome dei committenti), progettata da Frank Lloyd Wright in Pennsylvania, rappresenta un punto di riferimento dell’architettura moderna eletta, nel 1991, la più importante costruzione degli Stati Uniti dall’American Institute of Architects.

Wright la definì “architettura organica” per il perfetto connubio tra elementi artificiali e naturali. Bruno Zevi la descriveva così: “Si libra sopra una cascata, tra le colline della Pennsylvania, incastrandosi alla formazione rocciosa. Apoteosi dell’orizzontalità, con gli sbalzi impressionanti del soggiorno e delle terrazze”.

La casa sulla cascata, con le sue forme, le sue linee, i suoi sbalzi è ormai da decenni la meta di visitatori e architetti ed in questo articolo sono state selezionate alcune curiosità attorno alla sua realizzazione ed alla sua storia.

La nascita della casa sulla cascata

La casa sulla cascata nasce da un progetto per Edgar J. Kaufmann, un ricco commerciante di Pittsburgh, che fino agli anni Cinquanta la usa come casa per le vacanze per poi donarla nel 1963 al Western Pennsylvania Conservancy. Wright ricevette l’incarico nel marzo del 1935 e non fece assolutamente nulla fino a quando, nei primi giorni di settembre dello stesso anno, Edgar Kaufmann lo chiamò per annunciare la sua visita. Solo alla fine di quella telefonata Wright iniziò a disegnare freneticamente consegnando gli schizzi ai propri collaboratori che ebbero il compito, mentre lui era a pranzo con il Sig. Kaufmann, di preparare delle tavole più raffinate.

Il progetto

La struttura è realizzata in cemento, arenaria (la pietra locale) vetro e acciaio. Presenta dei piani a terrazza sovrapposti e a sbalzo. Le terrazze sono in calcestruzzo a vista, dello stesso colore della pietra locale, con serramenti in rosso. La parte anteriore della casa è aggettata sulla cascata, mentre quella posteriore è salda sulla roccia.

La prima idea di Wright fu quella di rivestire la struttura in foglia d’oro ma la proposta fu scartata dalla famiglia Kaufmann.

L’interno di casa Kaufmann è stato realizzato da Wright per mimetizzarsi con il paesaggio naturale. Oltre a pavimenti e pareti realizzati con la stessa pietra dell’esterno, nel soggiorno è inglobato uno sperone di roccia, che va a fondersi con il camino, e le finestre sono realizzate senza angoli verso l’esterno, in modo che i vetri non interrompano la vista.

Problemi strutturali

Ancora prima della sua realizzazione, le ampie terrazze che si affacciavano a sbalzo sulle cascate suscitarono dei dubbi sulla tenuta strutturale. Gli stessi Kaufmann richiesero un parere ad uno studio di ingegneria che avvisò i proprietari che la casa non avrebbe resistito soprattutto all’urto del torrente. I pareri furono inviati a Wright che li avvolse in bende e li seppellì sotto la pietra angolare della casa.

I problemi continuarono durante la fase costruttiva e numerosi furono i contrasti tra Wright e gli ingegneri della Metzger Richardson che seguivano i lavori. Sembra, infatti, che a insaputa dell’architetto, vennero raddoppiate le armature.

A struttura ultimata Wright, per convincere l’impresario costruttore a smontare i casseri, dovette posizionarsi proprio sotto la terrazza più grande mentre gli operai toglievano i casseri e i puntelli. Al momento ebbe ragione il grande maestro e non accadde niente ma di lì a poco i primi cedimenti cominciarono a manifestarsi e la struttura si fessurò con inevitabili infiltrazioni d’acqua all’interno dell’edificio. Tanto che Mr. Kaufmann chiamava Fallingwater “l’edificio dai sette secchi”.

Nel corso degli anni gli sbalzi si abbassarono di 18 centimetri, si crearono crepe e le porte smisero di chiudersi correttamente. Non solo: furono sostituite le vetrate, rotte dalla pressione, le coperture, gli infissi in metallo e gli impianti interni.

Nel 1996 Western Pennsylvania Conservancy, oggi proprietaria dell’immobile, ha iniziato un intenso programma di restauro di Fallingwater, affidato allo studio Robert Silman Associates di Washington. Dopo un’approfondita analisi, è stato inserito dell’acciaio nelle parti strutturali principali, con la tecnica del post-tensionamento del calcestruzzo; e questo settanta anni dopo la sua maturazione. Oggi i pericoli di crolli sono stati definitivamente scongiurati, e per ciò che concerne il dislivello della terrazza l’ingegnere John Matteo, che ha seguito i recenti lavori di consolidamento ha dichiarato: “abbiamo preferito non modificare la geometria attuale e conservare i segni della storia strutturale dell’edificio, come nel caso della Torre di Pisa”.

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