INARSIND a difesa di Ingegneri ed Architetti esclusi dal DL “Cura Italia”

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Inarsind, il sindacato che rappresenta ingegneri e architetti liberi professionisti, ha inviato un documento ufficiale al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal titolo “Decreto Cura Italia visto da InArSind – Diagnosi e Terapia”.

Il Decreto legge “Cura Italia” del 17 marzo scorso ha, infatti, escluso i liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza private (ad esempio INARCASSA) dai contributi e dalle agevolazioni previste per le altre categorie.

Il documento, se da un lato elogia il Decreto che “ha affrontato le immediate emergenze e ha disposto delle provvidenze per per gli ambiti dei quali noi tutti abbiamo l’indispensabile necessità”, dall’altro bacchetta il provvedimento che esclude completamente ingegneri ed architetti dalla manovra.

Significativo è il passaggio finale che qui viene riportato integralmente:

“Abbiamo infine l’impellente necessità di sapere se il Governo ha la consapevolezza che le misure adottate con il DL n 18 del 17/03/2020 rispondono solo in parte alle necessità ed alle conseguenti aspettative dei Liberi professionisti.

Il nostro senso di responsabilità ci impone di richiedere una risposta in tal senso che, se fosse positiva, aprirebbe alla possibilità di indicare una serie di ulteriori provvedimenti che riteniamo indispensabili; in alternativa non potremmo esimerci dalle critiche verso un provvedimento che ci discrimina rispetto ad ogni altro “operatore economico”, definizione che torna buona se attribuita ai liberi professionisti ogni qualvolta sono da appesantire di oneri, obblighi e procedure per essere puntualmente disconosciuta quando si tratta di essere individuati come soggetti che forniscono servizi essenziali alla collettività e contribuiscono al PIL della nazione”.

Viene inoltre proposta una riduzione significativa della pressione fiscale per il triennio 2020-2021-2022 che può essere riassunta in 8 punti:

  1. Agevolazioni decrescenti per chi si trova nel regime ordinario da attuarsi con l’innalzamento del limite del regime forfetario dal limite in modo da far rientrare, già in corso d’anno 2020, un maggior numero di professionisti (le eventuali fatture già emesse con IVA saranno considerate valide e l’IVA da versarsi per questa verrà considerata in decurtazione a quanto si dovrà versare per i redditi nel 2021) e contestuale riduzione del 25% del coefficiente di redditività (58%) e applicazione di un’aliquota al 15%;
  2. Agevolazioni per chi si trova già nel regime forfettario entro i 65.000€, riduzione del 50% del coefficiente di redditività (39%) con l’applicazione di un’aliquota al 15%;
  3. Ulteriore incentivo per il regime forfettario con aliquota agevolata al 5%, solo per l’anno in corso 2020, con applicazione di un’aliquota pari allo 0% in modo da sostenere l’intraprendenza delle nuove attività professionali;
  4. Possibilità di accesso al regime forfettario anche da parte dei professionisti organizzati in studi associati applicando il limite previsto per ogni componente dello studio associato;
  5. Possibilità di accedere al regime forfettario anche per chi ha più di una partita IVA nel limite personale prescelto.
  6. Bonus di deducibilità delle spese previdenziali dal 100% al 200% sostenute nell’anno 2020
  7. Estensione a tutti i liberi professionisti, iscritti agli Enti Previdenziali Privati dell’indennità mensile di cui art 27 DL 18 del 17/3/2020 consentendo alle Casse di previdenza privata di finanziare le erogazioni.
  8. Specifiche agevolazioni per promuovere lo smart working, per dotazioni informatiche e formazione.

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