Diagnosi energetica e APE a confronto: non sono la stessa cosa

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diagnosi energetica

Diagnosi energetica e APE sono spesso considerati equivalenti.

Si tratta però di un grosso errore perché sono due procedure che, pur condividendo parte delle attività, si differenziano notevolmente soprattutto per l’applicazione di differenti modelli di valutazione energetica dell’edificio.

L’Attestato di Prestazione Energetica (detto comunemente APE) raccoglie una serie di informazioni in grado di fornire al cittadino, alle Amministrazioni ed agli operatori, una visione semplice e chiara sull’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendo un confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti.

Quadro normativo

Il quadro normativo di riferimento è il seguente:

  • Decreto requisiti minimi – Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici
  • Linee guida nuovo APE 2015 – Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici
  • Decreto relazione tecnica di progetto – Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici
  • UNI/TS 11300-5 – Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 5: Calcolo dell’energia primaria e della quota di energia da fonti rinnovabili
  • UNI/TS 11300-6 – Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 6: Determinazione del fabbisogno di energia per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili
  • UNI 10349 – Contiene i dati climatici da utilizzare per il calcolo orario e mensile dei fabbisogni energetici degli edifici in regime standard. La nuova versione aggiorna i dati climatici contenuti nella versione precedente del 1994

Attestato di Prestazione Energetica (APE)

Questo consistente corpus normativo ha reso l’Attestato di Prestazione Energetica uno strumento prezioso, aggiornato con tutte le informazioni necessarie per la valutazione del sistema edificio-impianto nel suo complesso, indicandone il comportamento estivo ed invernale e fornendo dati di dettaglio sia del fabbricato che degli impianti.

L’Attestato ricopre oggi un ruolo essenziale nel processo edilizio che non può essere ridotto ad una semplice procedura amministrativa e burocratica obbligatoria, e la sua valutazione non può e non deve essere limitata ad una lettura distratta e superficiale.

Spesso, infatti,  la lettura dell’APE da parte di chi deve acquistare un immobile, effettuare una locazione o una ristrutturazione, si limita alla sola targa energetica (viene considerata la sola appartenenza dell’immobile alla classe energetica B piuttosto che C, e così via).

L’obiettivo è quello di andare oltre la semplice classificazione e di fornire le basi necessarie per comprendere tutte le informazioni contenute nell’APE, siano esse espressione della prestazione energetica invernale o estiva, del solo involucro o del sistema complessivo edificio-impianto

Sicuramente la classe energetica che, ricordiamo, viene espressa in termini di prestazione energetica globale non rinnovabile in funzione del fabbricato e dei servizi energetici presenti, rappresenta un importante parametro per la valutazione della qualità energetica dell’edificio di riferimento ma, come vedremo nel corso di questo volume, non è l’unico parametro da prendere in considerazione.

Le stesse Linee Guida definiscono l’APE come uno strumento di chiara e immediata comprensione per la valutazione, in termini di prestazione energetica dell’immobile, della convenienza economica dell’acquisto o della locazione.

Una delle principali novità è che l’Attestato deve contenere obbligatoriamente  l’indicazione degli interventi raccomandati e la stima dei risultati conseguibili, consentendo, a priori, di valutare la convenienza nella realizzazione di interventi di riqualificazione energetica dell’immobile stesso.

Un Attestato di Prestazione Energetica, correttamente compilato, consente all’utente sia di valutare e comparare le prestazioni dell’edificio di interesse, sia di conoscere le prestazioni tecnicamente raggiungibili dall’immobile a seguito di un intervento di riqualificazione energetica valutato tenendo conto del rapporto tra costi di investimento e benefici che ne derivano.

L’APE rappresenta, quindi, un documento estremamente importante in grado, da solo, di accrescere notevolmente il valore di un immobile.

Viene da se, quindi, come sia di fondamentale importanza sia la sua corretta esecuzione da parte del tecnico certificatore, sia la sua corretta comprensione da parte dell’utente finale.

APE e Diagnosi Energetica: due procedure differenti

Oggi la maggiore sensibilità verso i temi della riqualificazione energetica e della sostenibilità ambientale ha spinto gli utenti a prendere sempre maggiore confidenza nei confronti delle procedure di certificazione e degli interventi di miglioramento della prestazione energetica.

Spesso, però, si commette l’errore di considerare equivalenti l’Attestato di Prestazione Energetica e la Diagnosi Energetica. Si tratta di due procedure che, pur condividendo parte delle attività, si differenziano notevolmente soprattutto per l’applicazione di differenti modelli di valutazione energetica dell’edificio.

L’APE si basa su una valutazione di tipo asset rating

La certificazione energetica si basa su una valutazione di tipo standard (asset rating) in cui i dati di ingresso si basano su un utilizzo dell’edificio ed un clima standard, mentre i dati geometrici si basano su un rilievo dimensionale dell’edificio e, quindi, su un edificio reale.

È chiaro, allora, come la certificazione energetica non tenga conto in alcun modo del comportamento dell’utenza e delle reali condizioni climatiche esterne.

L’utenza ha un ruolo fondamentale nella gestione dei consumi energetici di un edificio intervenendo sul:

  • controllo della temperatura interna dei locali modificandone il valore standard di 20°C
  • controllo dei ricambi d’aria causando squilibri della temperatura interna
  • controllo dei sistemi di oscuramento
  • utilizzo dei sistemi di illuminamento
  • utilizzo di elettrodomestici.

Il clima esterno influenza notevolmente le dispersioni dell’involucro edilizio. Nel calcolo di una certificazione vengono utilizzati dati standard basati sui gradi giorno della località su cui si esegue la certificazione, non le reali condizioni climatiche.

Pertanto potrebbero esserci forti differenze tra il comportamento reale degli edifici e la semplice valutazione teorica valutata con un approccio standard.

La certificazione rimane comunque uno strumento molto utile in quanto il suo obiettivo finale non è quello di indicare un valore assoluto di consumo energetico dell’edificio, ma di fornire un valore di riferimento confrontabile  del consumo energetico potenziale tanto da orientare l’utente verso l’acquisto di un immobile piuttosto che di un altro.

È come quando decidiamo di acquistare un automobile. Sappiamo benissimo che i dati forniti dall’azienda produttrice in merito al consumo si discosteranno dai valori reali ma quell’informazione ci indirizza, comunque,  verso la scelta del modello di automobile da acquistare.

La Diagnosi Energetica è effettuata in condizioni reali di utilizzo

A differenza della certificazione energetica nella Diagnosi Energetica, come indicato dalla UNI 11300:2, la valutazione è effettuata in condizioni effettive di utilizzo (tailored rating) sulla base dei dati relativi all’edificio ed all’impianto reale come costruito. Le modalità di occupazione e di utilizzo dell’edificio e dell’impianto, vengono assunte in funzione dei valori effettivi di funzionamento nelle condizioni reali di intermittenze dell’impianto.

In altri termini la normativa richiede che il modello di simulazione sia in grado di riprodurre in modo quanto più fedele possibile le reali condizioni operative dell’edificio negli anni per cui si dispone dei consumi, così da rendere significativo il confronto tra questi ultimi ed i fabbisogni calcolati.

La Diagnosi Energetica è definita “come una procedura sistematica volta a fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di un’attività o impianto industriale o di servizi pubblici o privati; individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici; riferire in merito ai risultati.”

La metodologia alla base di una Diagnosi Energetica può essere riassunta nei seguenti STEP:

  • Verifica preliminare dell’opportunità di elaborare una diagnosi energetica valutando, sulla base di considerazioni qualitative, se sussistano possibilità reali di migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio
  • Acquisizione dei dati
  • Simulazione del comportamento energetico del sistema edificio – impianto attraverso modelli ed algoritmi
  • Indicatori di confronto tra i dati simulati e reali
  • Affinamento dei parametri utilizzati nel modello di simulazione
  • Individuazione degli interventi migliorativi ed analisi tecnico economica
  • Supporto al committente

Schema riassuntivo della procedura per l’esecuzione della diagnosi energetica (Fonte: Linee guida per audit energetici su edifici ad uso residenziale e terziario a cura della Provincia di Genova in collaborazione con la Fondazione Muvita, Agenzia Regionale per l’Energia della Liguria, Università di Genova)

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