Coober Pedy è una cittadina di circa 1.600 abitanti che si trova nel mezzo del deserto australiano a circa 850 chilometri da Adelaide. È famosa nel mondo per le sue miniere di opale scoperte nel 1915 tanto da esserne considerata la capitale mondiale. Basti pensare che il 97% della produzione mondiale di opali è proprio in Australia.
Una città sottoterra
Ma la caratteristica di Coober Pedy è che si tratta di una città sotterranea. Gli abitanti hanno infatti recuperato le vecchie miniere trasformandole in abitazioni.

Il paesaggio è sicuramente suggestivo. In superficie è pressoché desertico, con qualche casa, poche locande, la stazione di polizia, una scuola e l’ospedale. Il resto della città si sviluppa sottoterra dove sono state ricavate ampie grotte e gallerie che fungono da abitazioni, bar, ristoranti, alberghi ed una chiesa.
Il motivo non è sicuramente la bizzarra volontà di recuperare in modo alternativo le miniere ma solo ed esclusivamente per il clima.
Il deserto australiano, infatti, può raggiungere, durante il giorno, temperature proibitive, alte di giorno e basse di notte, con un’escursione termica che rende estremamente difficoltosa la vita in superficie.
Le vecchie miniere sottoterra rimangono, invece, ad una temperatura più bassa e costante per tutto l’anno.

La storia
La storia di Coober Pedy è piuttosto recente e risale sostanzialmente al 1915 quando Jim Hutchinson, un cercatore d’oro, trovò casualmente sul terreno un opale.
Prima di quella data le varie popolazioni di nomadi avevano percorso l’area senza mai stabilirsi per la mancanza di acqua.
Dal 1915 in poi la sorte di Coober Pedy fu legata al valore dell’opale che attirò molti minatori tanto che nel 1920 si rese necessario dare un nome all’insediamento minerario. Venne scelto appunto “Coober Pedy”, un termine che mescola due parole di origine aborigena: Kupa (uomo bianco) e piti (buco). Letteralmente “uomo bianco in una fossa”.

Per chi fosse interessato vi segnalo il sito turistico del distretto in cui scoprire tutte le sue attrazioni.